lunedì 8 settembre 2014

Amarcord. Un filo di storia sino alla nascita de "La Superba".

Nove anni fa c.a. o forse più, iniziai il mio percorso nel Brazilian Jiu Jitsu, all'epoca ci vedevamo in spiaggia assieme ad un pugno di amici, ognuno con un proprio pregresso bagaglio marziale o lottatorio - judo lotta sanda - lottavamo col sorriso fino al calar del sole.
Stanchi dei vecchi retaggi marziali dopo un periodo di studio, fondammo l'allora Spartamma Asd (scegliemmo la fenice come simbolo, superfluo spiegarne il perché), il nome fu scelto per ragioni storiche (il film non era uscito ovviamente), Sparta era una società tra eguali con un re (anzi due a rotazione) primus inter pares (primo tra pari), la mia visione di accademia prevedeva e prevede tutt'ora un maestro uguale agli allievi, la cui autorità non è dettata da alcun potere ancestrale o secolare (né tantomeno da titoli quali Maestro, Sifu, Guru et similia), bensì dalla semplice esperienza (saggezza nel mio caso sarebbe fuori luogo ehhe),
L'istruttore doveva essere in prima linea assieme agli allievi e così ho iniziato (gareggiando spesso da solo e girovagando). La voce mma invece fu inserita per rispecchiare le varie anime marziali/lottatorie rappresentate dalle esperienze pregresse (anteBjj) di coloro che fondarono il primo embrionale gruppo assieme al sottoscritto.
All'epoca le cinture nere di Brazilian Jiu Jitsu in Italia si contavano sulla punta delle dita ed anche cinture viola e blu in giro se ne vedevano poche (italiane e non, i nomi erano quelli degli stranoti pionieri e dei primi brasiliani venuti nel Bel paese), tecnica su youtube (soc. nata nel 2005) non ce n'era (non avevo manco la connessione in casa...capra), le comunicazioni erano ridotte agli sgoccioli,
Così feci come molti in quel periodo, presi armi e bagagli ed iniziai a girare, forte però di un grande appoggio alle spalle gli amici della Chiavari Ring Lotta (sparring amici ed insegnanti), senza dimenticare i ragazzi del Kodokan Judo Sestri Levante (con i quali si è fatto un percorso comune).
A volte si prendeva un aereo per vedere un cavolo di ribaltamento ed un semplice strangolamento classico, ed ogni volta acquisita una tecnica e condivisa con i miei compagni, mi sembrava di trasmettere un know how per pochi eletti (sembra passato un secolo).
Adesso i campioni vengono in Italia, a pochi passi da casa, beati i giovani (....purtroppo... più che fame di tecnica, vedo, in parte, nelle nuove fortunate generazioni, fame di foto da postare su facebook col campione di turno).
La svolta avvenne circa sei/sette anni fa, tramite un amico conobbi Bernardo Serrini (allora neo cint viola), nacque subito una sincera amicizia e fu lui che mi presentò al Maestro Roberto Atalla che poi ebbi la fortuna di ospitare con costanza a casa mia.
Sentire i racconti di Roberto sulla Rio dove tutto ebbe inizio, visti dall'ottica di uno spettatore diretto fu incredibile, entrai a far parte dell'Rio Grappling Club Italia.
All'epoca eravamo un piccolo incazzoso gruppo con fame di vittoria, allegri e belligeranti (noi SL, Livorno, Spezia, Firenze, Bologna/Ferrara).
Passano gli anni e via via la cintura si scurisce, internet porta in tutte le palestre il "Know How", sempre più "maestri" ed accademie fioccano in giro per l'Italia, si perde un po' di quella distorta magia degli inizi... poco male, con una guida di alto livello ed un flusso di informazioni continuo si cresce, cresce anche il gruppo ed il numero di accademie RGC (troppo per il mio modo di vedere, ahimé sono sempre stato un burbero ligure bigotto).
Ci avviciniamo ai giorni nostri 2013, nasce la belligerante sezione Genovese (con cui sperimento nuove metodologie di allenamento). Stagione 2013/2014, il piccolo embrionale gruppo si distingue per un semplice fattore 100% iscritti/agonisti. Complessivamente il gruppo farà 210 lotte in una stagione (andando a medaglia pressoché ovunque).
Si arriva ai giorni nostri, estate 2014, il network RGC Italia purtroppo arriva ad una scissione a seguito di una disputa interna, che mi vede spettatore incredulo (mi astengo dal commentare).
Dopo un audit con i fondatori decidiamo di correre da soli, chiedendo a Roberto di proseguire il suo ruolo di guida tecnica per il Brazilian Jiu Jitsu, ma fuori dal Rio Grappling Club italia (ho sempre identificato il gruppo italiano con Bernado e Roberto come Maestro).
Vengo insignito, nonostante la posizione controcorrente, del grado di cintura nera il 29 agosto 2014 al Rio Grappling Camp (se ripenso a come e quando abbiamo iniziato non mi par vero).
Adesso si apre un nuovo percorso, concordemente con i miei allievi/amici più anziani si è scelto un nome legato al territorio, "LA SUPERBA" antico appellativo della "dominante dei mari" Genova. I nostri colori saranno il rosso ed il bianco della bandiera genovese  (con al centro la croce di S. Giorgio), l'approccio goliardico come sempre, l'anima lottatoria (non marziale) ed il gruppo al solito unito, guascone, votato all'agonismo e marcatamente NoGi.
Nel logo si inserirà la fenice in omaggio al vecchio logo della Spartamma....  post fata resurgo.
I nostri obiettivi sono e restano quelli indicati in calce a questo blog, sotto la voce filosofia.
Partiamo rinnovati ma con un'esperienza decennale di competizioni alle spalle, esperienza difficilmente eguagliabile sul nostro territorio, una nuova splendida sede con 200 mq di materassina a Genova Quarto presso il Dojo Kimura (accademia di Judo con ampio parcheggio a disposizione), ed una metratura pressoché uguale nella storica sede sestrese di Via Val Di Canepa.
Come al solito il nostro core sarà il NoGi, senza disdegnare qualche scorribanda col panno specialmente in quel di Sestri Levante, al grande Danyel Pilò il compito di gestire il settore MMA.
Per Aspera ad Astra



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